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Bianco come la luna
Acque rapide e ponti sospesi
Dove l’arte si fa natura e la natura diventa arte
Rath Yatra Festival
Poco più di 300 anni fa Job Charnock, un mercante inglese diede il via, grazie ai suoi commerci, all’edificazione di Kolkata. Un miscuglio di luci e ombre, fra grattacieli, basse case vittoriane, ostentata ricchezza e infinita miseria. Ma questa è l’India con le sue esagerazioni. La visione occidentale di Calcutta è un po’ distorta dai messaggi che rimandano a scene di povertà e disperazione, che certo esistono, ma sono state troppo spesso prese a metro del valore della città. In realtà, Calcutta offre molto da vedere e comunica un genuino spirito culturale bengalese, tanto che si dice che chi è nato qui non potrebbe vivere in nessun’altro luogo.
La città si estende a oriente del fiume Hooghly e le zone di maggiore interesse tiuristico si estendono a sud del ponte, l’Howrah Bridge, un’attrazione in sé per via dell’arcata unica di 450 metri senza piloni di sostegno nell’acqua, e per la quantità di gente che lo attraversa, che gli ha fatto conquistare l’appellativo di ponte più affollato del mondo.
Ai tempi in cui Calcutta era il centro amministrativo dei commerci britannici in India, la zona di BBD Bagh ne era il centro del potere. Sulla piazza principale, Dalhousie Square, si erge l’enorme Writers’ Building che risale al 1880 ed è ancora un'importante sede amministrativa del governo bengalese. Il Millenium Park, sulle rive del fiume Hooghly, è un bellissimo posto per rilassarsi e per godere della migliore vista dell’Howrah Bridge.
Un bellissimo edificio coloniale è la sede dell’Indian Museum, che dal 1875 ospita una notevole collezione che ripercorre la storia del Paese. Fra i pezzi più importanti, la porta di Barhut (II sec. a.C.) decorata con un bassorilievo che raffigura la vita del Buddha, e la collezione di statue in stile Pala, tipico bengalese. Fra i luoghi di culto vanno segnalati, il Belur Math, quartier generale di un movimento che predica l’unione di tutte le religioni, il Pareshnath Jain Temple, ricoperto di specchi, pietre colorate e mosaici di vetro, e il Kali Temple, dove ogni mattina si sacrificano delle capre per soddisfare la brama di sangue della dea moglie di Shiva.
La Tagore House è un centro dedicato alla danza, al teatro, alla musica e a tutte le arti indiane, dove nacque e riposa Rabindranath Tagore il più grande poeta moderno indiano.
Il Fort William è una costruzione imponente voluta dagli inglesi nel XVIII secolo per proteggere la città dai saccheggi come quello del 1756 da parte di Siraj-ud-daula. Il grande spiazzo costruito intorno al forte è il Maidan, una distesa verde lunga tre chilometri e larga uno, che ospita campi di cricket e luoghi dedicati allo yoga e alla meditazione. A nord del Maidan si trovano gli Eden Gardens, mentre a sud si staglia l’enorme Victoria Memorial, un bellissimo museo che ripercorre la storia anglo-indiana con oggetti e opere d’arte.
Un’altro importante spazio verde della città sono i Botanical Gardens che si estendono per 110 ettari lungo la sponda occidentale del fiume. Protagonista indiscusso è il banano di 200 anni che con il suo fogliame raggiunge i 400 metri di circonferenza.